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giovedì, 26 febbraio 2009

ci sono giorni in cui prendersi cura di sé è assolutamente indispensabile. non c'è niente di più bello che un bagno in una vasca piena fino all'orlo di acqua calda e bagnoschiuma (ieri) o di un bel pediluvio con l'acqua bollente e un libro da leggere (oggi). e un bel bicchiere di montemoro: adesso!
sabato, 21 febbraio 2009

a me arisa piace, la sua canzone mi è piaciuta da subito, anche se più che a calimero, come hanno scritto i giornali, secondo me assomiglia a quelle ragazzine dei manga giapponesi. occhialoni tondi cerchiati di nero, rossetto laccato rosso, pelle bianca che sembra di porcellana, abbigliamento da collegiale e una voce che riporta alla mente la gigliola cinquetti di non ho l'età ma con molto più swing!
e comunque le nuove proposte, quest'anno più che mai, sono state nettamente superiori ai big; anzi, per l'anno prossimo, suggerirei due categorie: le nuove proposte e l'antiquariato!
venerdì, 20 febbraio 2009

su il Giornale di oggi:
«Si sa che Fini è stato fascista nella stessa logica con cui è divenuto antifascista. È un professionista della politica, ovvero un contenitore vuoto disponibile a riempirsi del liquido ritenuto in quel momento più potabile.
e ancora
«Il Duce - scrive Stenio Solinas - all’inizio era socialista, che c’è di male a sperimentare il percorso inverso?»
niente di male, in fondo anche berlusconi lo era. socialista intendo, o ce lo siamo dimenticato?
mercoledì, 18 febbraio 2009

come si fa a dire qualcosa di sinistra quando tutto se ne va a carte quarantotto, quando tutte le persone con le quali parli sembra proprio che la pensino come la pensi tu e poi però succede esattamente il contrario di quello che pensi? come si fa a dire qualcosa di sinistra quando vedi a Le invasioni barbariche di un paio di mesi fa un'intervista a Soru* e mentre lo ascolti parlare ti ritrovi a pensare con un misto di commozione e ammirazione che quest'uomo è candido e pulito ma è anche intelligente, pacato, determinato e intraprendente e che solo lui può essere il punto di svolta per questa sinistra villipesa, acciaccata e maltrattata e poi dopo un paio di mesi ti trovi a contare i punti di un ko che non immaginavi e del quale non riesci a capire le motivazioni? come si fa a dire qualcosa di sinistra quando walter veltroni rassegna le sue dimissioni e tu già vedi svolazzare gli avvoltoi e arrivare gli sciacalli e già senti quelle voci di circostanza, opportuniste e melliflue che ti rimbombano nella testa? come si fa a dire qualcosa di sinistra quando neanche più benigni ci riesce e lo vedi ricordare a sanremo i tempi in cui "esisteva quella cosa là, come si chiamava, gira la seconda a...a sinistra...la sinistra! vi ricordate quando c'era la sinistra?", come si fa? ma nonostante tutto, quando ti guardi in giro e vedi solo arroganza, mancanza di rispetto, violazione dei diritti, prepotenza, opportunismo, come puoi soltanto pensare di dire qualcosa a favore di questa destra e non pensare qualcosa di sinistra? dire qualcosa di sinistra è sempre più difficile, ma almeno pensarla è ancora possibile.
aggiornamento del 20 febbraio *senza poi dimenticare che siamo tutti figli di Soru: come dimenticare i primi favolosi anni di Tiscali gratis, quando esistevano ancora gli abbonamenti a Tin! e poi quel fantastico banner che ti permetteva di accumulare minuti di conversazione telefonica gratuiti, come si chiamava?
venerdì, 13 febbraio 2009

per il quinto anno consecutivo la trasmissione di radiodue caterpillar promuove m'illumino di meno, per ricordare la giornata del risparmio energetico che a sua volta ricorda la firma del protocollo di kyoto entrato in vigoore il 16 febbraio del 2005. quest'anno le adesioni sono ancora di più di quelle degli anni passati: solo a roma si spegneranno il cupolone di san pietro, il colosseo, il quirinale, palazzo madama, montecitorio, fontana di trevi e le lampadine di moltissimi uffici e abitazioni private. le adesioni e le iniziative quest'anno più che mai si sono diffuse non solo in italia ma in tutta europa e persino in altri continenti, segno che la giornata del risparmio energetico non è più solo un simbolo ma un'esigenza di molti nella vita di tutti i giorni, segno che, per dirla alla caterpillar, un'altra energia è possibile! alle 18,00 allora, ricordati di spegnere tutte le luci superflue, gli stand-by del televisore e del pc, di staccare il caricabatteria e, battendo sul filo di lana san valentino, questa sera cena a lume di candela! noi, questa sera a roma faremo così.
giovedì, 12 febbraio 2009

accidentaccio, sono già passati nove anni.
il quotidiano londinese the times, il 14 febbraio 2000, lo ricordava con un necrologio che terminava con la seguente frase: «charles schulz lascia una moglie, due figli, tre figlie e un piccolo bambino dalla testa rotonda con uno straordinario cane»."
e se sono passati nove anni da quando charles schultz non c'è più meglio non contare quanti ne sono passati dal mio primo diario di snoopy! e dai quaderni, dai block notes e da quella t-shirt che mi ero disegnata da sola con marcy che davanti a un saccoapelo si domandava "cosa ci faccio io qui?" e che mi portavo sempre alle uscite con gli scout, quanti anni sono passati? snoopy avrà finito il suo libro? lucy continuerà a dispensare consigli per cinque cent?
e quest'anno charlie brown riceverà finalmente la sua prima valentina? mi raccomando, ricordatevi di spedirla.

aggiornamento del 16 febbraio quest'anno ho ricevuto due valentine: una era di mio marito :-) grazie!
martedì, 10 febbraio 2009

foto di Ca2sa
ieri avrei voluto mettere questo link, perché in quasi tutto riassumeva il mio pensiero. oggi, dopo che pulsatilla mi ha gentilmente spiegato come trovare la tag, aggiungo solo questa poesia di neruda, nella quale mi sono imbattuta casualmente ma non troppo.
Il ramo rubato
Nella notte entreremo per rubare un ramo fiorito. Oltrepasseremo il muro, nelle tenebre dell’altrui giardino, due ombre nell’ombra. L’inverno non è ancora finito e già il melo appare trasformato di colpo in cascata di stelle profumate. Nella notte entreremo fino al suo tremante firmamento, e le tue piccole mani e le mie ruberanno le stelle. E furtivamente, in casa nostra, nella notte e nell’ombra, entrerà con i tuoi passi il silenzioso passo del profumo e con piedi stellati il corpo chiaro della Primavera.
(Pablo Neruda)
giovedì, 05 febbraio 2009

foto di stefan johansson
cosa vedi fuori dalla finestra quando sei al lavoro? io vedo le inferriate e le zanzariere, e questo un poco mi disturba, ma se poi guardo oltre vedo il melograno e l'albero di limone carico di frutti, e quando c'è il sole come oggi (ma per domani è già atteso il temporale) vedo i merli che zampettano sul prato e la gatta certosina dei vicini che viene in giardino da noi a brucare l'erba come una capretta. quando guardo fuori dalla finestra, vedo anche le tegole dei tetti dei vicini e se alzo la testa, e guardo il cielo come oggi, posso vedere un falco che vola restando fisso nello stesso punto d'azzurro.
martedì, 03 febbraio 2009

foto di dayland
avrei voluto iniziare questo post scrivendo Io sul caso Englaro una posizione certa non ce l'ho...., ma l'ha già scritto broono, molto simile a come l'avrei detto io. non la pensiamo quasi mai allo stesso modo su questi argomenti, ma non è questo il punto, io un'idea chiara non ce l'ho per davvero. però mi piacerebbe che tutti, e quando dico tutti mi riferisco ai giornali, alle tv, ai politici, chiudessero la bocca e se fossero credenti dicessero una preghiera per eluana e per la sua famiglia e se invece non fossero credenti rivolgessero un pensiero caritatevole per eluana e per la sua famiglia. vorrei un silenzio che assorda per eluana e per la sua famiglia, perché il dolore ha bisogno di silenzio e di rispetto. e invece mi tocca sentire gli strilli di quelle persone che ieri sera, sotto la pioggia sono andate a strillare mentre l'ambulanza la portava in friuli: ma veramente queste persone pensano di essere cristiane e di avere il diritto di comportarsi in questo modo? e poi mi tocca sentire formigoni che dice ci volevano complici ma almeno questo non l'hanno ottenuto...: formigoni e tu saresti un vero cattolico, tu che vai alle manifestazioni per la famiglia e sei divorziato? silenzio per favore, silenzio.
io sul caso Englaro una posizione certa non ce l'ho, però oggi mentre pensavo a tutt'altro mi è capitato di leggere questo e mi sono fermata a pensare, in silenzio.
(...)pioveva quella mattina, ma onzell aveva chiesto a stump e idgie di andare nei boschi e di raccogliere delle pigne per la stanza di ruth. da qualche ora non faceva che bagnarle il viso con un panno umido. "tenga duro, signorina ruth. tra poco sarà tutto finito. tra poco smetterà di soffrire, vedrà". ruth la guardò e cercò di sorriderle, ma il dolore nei suoi occhi era terribile a vedersi. ormai non le lasciava più respiro. non dormiva più, non aveva neppure un momento di sollievo. onzell, membro della prima chiesa battista del monte sion e solista del coro, convinta fino in fondo al cuore della natura misericordiosa di dio, aveva preso la sua decisione. nessun dio, di certo non il suo dolce e prezioso gesù, che era morto per i nostri peccati e ci amava sopra tutte le cose, aveva mai voluto che qualcuno soffrisse così. quindi fu con gioia e letizia che somministrò a ruth la morfina che aveva tenuto da parte giorno dopo giorno. onzell guardò il corpo di ruth rilassarsi per la prima volta dopo settimane, e allora si sedette accanto al letto e le tenne la mano scheletrita cantandole una nenia.
"c'è una terra ogni giorno più bella e con la fede possiamo vederla... il padre ci aspetta in fondo alla strada per prepararci una nuova casa... ci ritroveremo tutti sulla spiaggia in quella dolce terra lontana..."
onzell cantava con gli occhi chiusi, ma sentì il sole aprirsi uno squarcio tra le nuvole e riempire con i suoi raggi la stanza. quel dolce tepore le fece piangere lacrime di gioia. mentre copriva lo specchio e fermava l'orologio accanto al letto, ringraziò il suo dolce gesù per essersi portato via la signorina ruth.
(pomodori verdi fritti al caffè di whistle stop - fannie flagg)
lunedì, 02 febbraio 2009

foto di stackedplates
ieri sera guardavo su raitre presa diretta; il tema della serata era l'immigrazione, vista un po' da tutte le angolazioni e con tutti i temi correlati: il razzismo, la povertà, la separazione dagli affetti, la clandestinità, l'inadeguatezza dello stato italiano e delle sue leggi, le forze politiche e le loro posizioni spesso estreme come quelle della lega a treviso. ma con uno sguardo anche ai nostri emigranti negli anni '60 e a quelle discriminazioni che tristemente si ripetono come se la storia non ci avesse insegnato nulla di buono. la trasmissione di ieri sera è una di quelle che ti lasciano con il cuore e il fegato gonfio, con lo stomaco in subbuglio e alla fine della quale non c'è niente che possa farti pensare che la tua vita è migliore perché tu l'hai costruita migliore, che ciascuno è artefice del proprio destino, che in fondo la nostra vita è quello che noi vogliamo che sia. non ho pensato niente di tutto questo. l'unica cosa che ho pensato, dopo aver visto le case di pianura dove vivono gli immigrati sfollati dal comune e lasciati con i bambini all'addiaccio per tre giorni e tre notti, dopo aver sentito la storia delle badanti ucraine clandestine che restano lontane dalle proprie famiglie per anni prima di ottenere il permesso di soggiorno (spesso già scaduto), dopo aver ascoltato la storia degli emigranti italiani in svizzera che nascondevano i propri figli alle autorità perché non avrebbero potuto portarli con loro se non dopo un anno e mezzo di lavoro...l'unica cosa che ho pensato, dopo aver ascoltato tutto questo e ancora oggi la storia dell'indiano dato alle fiamme alla stazione di nettuno mentre dormiva su una panchina, è che nella vita è solo questione di culo. è questione di culo dove nasci, è questione di culo da chi nasci, è questione di culo in che famiglia nasci. poi da lì puoi partire, ma tutto il tuo background è già deciso, è una questione di culo: c'è chi ha cinque carte diverse e chi ha un full, chi una doppia coppia e chi un poker servito. solo che non a tutti è concesso di cambiare tre carte per cercare di migliorare la situazione. a volte, e questa è una di quelle, mi sembra che ognuno di noi sia come un tornado, che contiene tutte le cose e le persone che considera importanti, ma che non si preoccupa affatto nel suo percorso di quello che travolge e distrugge.
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