piove, poi piove e poi piove ancora. ieri invece, a sorpresa, una bella giornata, illuminata dal sole anche se freddina. il bello di vivere qua, con la cristoforo colombo tra te e il caos e tra te e il mare, è che puoi scegliere: se andare verso il caos o andare verso il mare. oppure restare, in mezzo, dove c'è il verde. e in mezzo al verde, tra le case, dopo questa stagione delle piogge piuttosto insolita per roma, si sono creati qua e là dei laghetti artificiali. là in mezzo al verde, tra le case e il canale, c'è una via che corre dritta tra i pini verso il mare. là , in mezzo al verde, ma anche alle macchine che passano e alle villette abitate, hanno trovato case alcuni aironi: io ne ho visti tre, due bianchi e uno cinerino. là , in mezzo al verde, vicino a casa mia. e allora anche quel pantano, provocato dalle piogge di quest'inverno pazzo, in una domenica di gennaio, diventa la nostra camargue.
di queste perle i quiz televisivi ne regalano spesso: sempre durante una puntata dell'eredità ho sentito affermare che stoccolma era, tra le quattro città indicate, la capitale europea a cavallo tra due continenti!
ieri al telefono, dopo le risate e le sghignazzate, ilChicco mi ha detto che su youtube uno dei video più cliccati del momento è questo:
ieri sera ero a casa di mamma, dove non abito più da poco più di tre anni, e pensavo a quanto siano strani i giri che a volte fa la memoria. eravamo in cucina chicco ed io e non riuscivamo ad accendere i fornelli; io guardo rapidamente la manopola del centrale del gas e gli dico che è aperta. lui invece, testardo come quel mezzo scorpione che è (l'altra metà fortunatamente è sagittario che altrimenti chissà come andrebbe a finire!), la gira lo stesso e io sto per dirgli che io in questa casa ci ho vissuto per più di trent'anni, che lo saprò io se il centrale del gas è chiuso o aperto, che...e invece la fiamma si accende e allora, in un attimo, mi avvolge la malinconia e penso che ho dimenticato, che quel gesto che ho fatto in automatico tutti i giorni per più volte al giorno, la mia memoria ha deciso che non era più necessario conservarlo e l'ha cancellato. e io mi sento defraudata, derubata di un pezzetto di me, di un pezzetto che nonostante siano passati più di tre anni continua a voler abitare tra quelle mura. qualche ora dopo siamo di nuovo lì, chicco ed io, e ci prepariamo ad andare a dormire; siamo in bagno, ci laviamo i denti, io mi metto in pigiama. uscendo nel lungo corridoio io vado a sinistra, verso la cucina, e lui a destra, verso la camera da letto. la casa è buia, è quasi l'una di notte e mamma dorme, e io gli dico di spegnere pure la luce. cammino al buio toccando lo stipite della porta della camera di mamma, poi seguendo la carta da parati lungo il muro arrivo allo stipite della porta della cucina e infine, con un ultimo gesto, accendo la luce della camera di ale, infilando la mano sotto la presa e dentro di me penso che sì, un pezzetto di me invece è ancora lì e che ci abiterà per sempre. ripercorro al buio il corridoio, raggiungo chicco in camera mia e sorridendo vado a dormire.
se non scrivo leggo, e oltre ai soliti noti oggi ho letto questo. mai come questa volta mi è capitato di trovare qualcuno capace di esprimere così nitidamente quello che penso. e con questo ho detto anche la mia sulla campagna dell'uaar (unione degli atei e degli agnostici razionalisti).