fatece largo che passamo noi, li giovanotti de sta roma bella, semo ragazzi fatti cor pennello, e le ragazze famo innamorà . e le ragazze famo innamorà .
ma che ce frega, ma che ce importa, se l'oste ar vino c’ha messo l'acqua, e noi je dimo, e noi je famo, c’hai messo l'acqua, e nun te pagamo, ma però, noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro, è mejo er vino de li castelli che de sta zozza società .
ce piacciono li polli, l'abbacchi e le galline, perchè so senza spine, nun so come er baccalà . la società de li magnaccioni, la società de la gioventù, a noi ce piace de magna' e beve, e nun ce piace de lavora'.
osteee!!
portace n'artro litro, che noi se lo bevemo, e poi ja risponnemo embe', embe', che c'è?
e quando er vino, embe', ciariva ar gozzo, embe', ar gargarozzo, embe', ce fa n’ficozzo, embe'.
pe' falla corta, per falla breve, mio caro oste portace da beve, da beve, da beve, zan zan.
ma si per caso la socera more se famo du spaghetti amatriciana, se famo un par de litri a mille gradi, s'ambriacamo e n’ce pensamo più s'ambriacamo e n’ce pensamo più.
che ciarifrega, che ciarimporta, se l'oste ar vino c’ha messo l'acqua, e noi je dimo, e noi je famo, c’hai messo l'acqua, e nun te pagamo, ma però, noi semo quelli, che jarisponnemo n’coro, è mejo er vino de li castelli che de sta zozza società .
è mejo er vino de li castelli che de sta zozza società parapappappa’.
2 ore in fila sulla salaria/autostrada (bollino rosso: e lo sapevamo pure!) 1 attacco di panico (e conseguente automaledizione) 1 visita al cimitero a papà (c'erano dei fiori freschi, non ci avrei scommesso...) 2 mangiate pantagrueliche (da domani dieta, lo giuro!) 1 amica incontrata in fila anche lei sulla salaria (in quattro su una micra rossa con bimbo al centro) 1 amica rivista dopo 8 anni (da tripoli in viaggio a roma per il fine settimana con 5 amiche, tutte straniere) 1 salto a santa marinella (a pranzo dal fratello di chicco) e ritorno 1 passeggiata in bicicletta (l'evento non si verificava dal lontano 198...boh!) 1 aperitivo sulla spiaggia di fregene (un ventaccio maledetto) 1 giornata con la febbre a 37,3/37 (e te pareva, il ventaccio maledetto ha colpito!) 1 crostata di albicocche (la pasta frolla non mi viene più come un tempo: cosa sarà ?) 1 messa (amen) 60 km (a/r) per mettere 3 croci su altrettante schede elettorali (e speriamo che serva a qualcosa!).
domani è un altro giorno di lavoro (beh, me lo sarò pure meritato un po' di riposo, no?).
quella che state vedendo non è la riunione annuale della scuola di hogwarts nell'ultimo harry potter. quella che state vedendo è questa cosa qua: e io che non ci credevo neanche un po'!
bevi la coca cola che ti fa bene bevi la coca cola che ti fa digerire con tutte quelle, tutte quelle bollicine.... coca cola si coca cola...me mi fa morire... coca cola si coca cola...a me mi fa impazzire... con tutte quelle tutte quelle bollicine...
abbiamo pranzato in mezzo al prato, seduti su sedie di paglia e legno verde mela, mentre tre papere e una decina di gallinelle correvano e si tuffavano nelle pozzanghere.
oggi invece sono andata al vivaio, e oltre a tre fuchsie e a una dipladenia, ho comprato due piantine di pomodori cuordibue, due di insalatina e quattro di fragole che chicco coltiverà con amore e dedizione.
adesso, storditi da una bottiglia di aglianico, ci godiamo i primi 25° della stagione.
tra un paio d'ore invece, andiamo a fare scorta di miele da un apicoltore qui vicino.
si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare puoi correre, volare. puoi cantare, puoi gridare puoi vendere, comprare puoi rubare, regalare puoi piangere, ballare. si può fare, si può fare puoi prendere o lasciare puoi volere, puoi lottare fermarti e rinunciare. si può fare, si può fare puoi prendere o lasciare si può crescere, cambiare continuare a navigare. si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare partire, ritornare. puoi tradire, conquistare puoi dire poi negare puoi giocare, lavorare odiare, poi amare. si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare mangiare, digiunare. puoi dormire, puoi soffrire puoi ridere, sognare puoi cadere, puoi sbagliare e poi ricominciare. si può fare, si può fare puoi vendere, comprare puoi partire, ritornare e poi ricominciare. si può fare, si può fare puoi correre, volare. si può piangere, ballare, continuare a navigare. si può fare, si può fare si può prendere o lasciare si può fare, si può fare puoi chiedere, trovare. insegnare, raccontare puoi fingere, mentire, poi distruggere, incendiare e ancora riprovare.
c'è una parte di me che si chiede: "ma cosa pensava di dimostrare questa povera matta, e cosa si aspettava con tutti i pazzi che ci sono in giro?". poi c'è anche un'altra parte di me che ancora si commuove ed è felice (anche se delusa) nel sapere che c'è ancora chi riesce a credere nella bontà del genere umano.
"marfa è il nome della domestica nei fratelli karamazov, il libro che stava leggendo la moglie di un cantoniere quando, nel 1881, quel punto di ristoro senza nome diventò una città . questa donna di frontiera leggeva quel libro a un anno dalla sua prima pubblicazione in russia, nello stesso anno in cui billy the kid venne assassinato nel vicino new mexico, e durante il lungo periodo di instabilità del confine tra stati uniti e messico, che seguì la guerra tra le due nazioni. ma queste circostanze sono tipicamente marfiane. la città attrae la stravaganza: alcuni dei primi documenti sulla zona vengono dai racconti, risalenti al diciannovesimo secolo, di avvistamenti all'orizzonte di luminescenze intermittenti, mobili e apparentemente animate, da parte di indiani e di pionieri: le luci misteriose di marfa, fenomeni ottici mai spiegati, tuttora osservabili da una piazzola di sosta alla periferia della città , dove ogni sera sembra si riunisca una folla di persone per socializzare. (...)".
e ora dimmi, non sembra anche a te di essere stato a marfa, così come a quella pioniera nel 1881 sarà sembrato di conoscere la domestica dei fratelli karamazov?
volevo raccontare delle due feste di compleanno di ieri, quella di pietro che ha compiuto un anno e quella di cristina che ne ha fatti 42 di più. poi della twingo che continua ad accendere spie rosse, manco fosse un albero di natale, e del traffico delle cinque del pomeriggio di ieri sull'aurelia che mi ricorda sempre di più di quanto sia bello vivere a roma ma non proprio dentro roma. di colpo d'occhio che abbiamo visto stasera al cineland che non mi ha convinta proprio per niente e della lunga dormita che ho fatto dall'una di ieri sera alle due del pomeriggio di oggi: era da tempo che non dormivo così beatamente. ma è già tardi e domani è lunedì, quindi me ne vado a dormire (di nuovo!).