io e il chicco sprovveduti non genitori del terzo millennio, stiamo andando a pattinare sul ghiaccio alla pista dell'auditorium, con un numero imprecisato di nipoti al seguito dell'età compresa tra gli 8 e i 14 anni, anche se non si esclude l'aggregazione di una cinquenne.
esci e vai nella videoteca più vicina e affitta colazione da tiffany. poi accoccolati sul divano con una tazza di tè fumante, un gatto che fa le fusa (anche un cane che dorma ai tuoi piedi va bene!) e un plaid che ti riscaldi. appiccica anche tu il naso alle vetrine di tiffany e lasciati andare nel sorriso di audrey hepburn e negli occhi celeste cielo di george peppard. se poi sei stato fortunato ieri sera l'hai visto in tv.
(se invece non è il lieto fine a tutti i costi quello che cerchi, leggi il libro).
e invece c'è ancora un uomo di una volta. oggi nonno mario ha compiuto 98 anni. debora, che lo accudisce per quasi 24 ore al giorno con affetto e dedizione, ha addobbato la casa con palloncini colorati e uno striscione con scritto "sono felice perché compio 98 anni, grazie dio". il ricordo che ho io di nonno mario è sempre uguale nel tempo: affettuoso, discreto, sensibile, premuroso, silenzioso; il marito perfetto per nonna gina che purtroppo non c'è più: affettuosa, invadente, borbottona, chiacchierona. sembra quasi che sia una caratteristica dei "mario" essere così: silenziosi ma presenti. auguri nonno altri quasi cento di questi giorni, perché il fortunato non sei solo tu.
...billy stava scrivendo la seconda lettera quando venne pubblicata la prima. la seconda cominciava così: "la cosa più importante che ho imparato a tralfamadore è che quando una persona muore, muore solo in apparenza. nel passato è ancora viva, per cui è veramente sciocco che la gente pianga al suo funerale. passato, presente e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno. i tralfamadoriani possono guardare i diversi momenti proprio come noi guardiamo un tratto delle montagne rocciose. possono vedere come tutti i momenti siano permanenti, e guardare ogni momento che gli interessa. è solo una nostra illusione di terrestri credere che a un momento ne segua un altro, come nodi su una corda, e che quando un istante è passato sia passato per sempre. quando un tralfamadoriano vede un cadavere, l'unica cosa che pensa è che il morto, in quel momento, è in cattive condizioni, ma che la stessa persona sta benissimo in un gran numero di altri momenti. oggi anch'io, quando sento dire che è morto qualcuno, alzo le spalle e dico ciò che i tralfamadoriani dicono dei morti, e cioè: 'così è la vita' ".
mattatoio n.5 o la crociata dei bambini kurt vonnegut
e poi si continua. oggi nel giardino dell'ufficio, mentre con una tazza di camomilla cercavo di far passare un po' d'ansia, si è avvicinato un pettirosso. vicino vicino. cicciottino. con la sua bella pettorina rossa. dicono che il pettirosso sia territorialista e che in ogni giardino non possa essercene più di uno.
"se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano" emily dickinson
ci sono persone che attraversano la tua vita leggere come una farfalla. poi con un battito d'ali se ne vanno e lasciano nel tuo cuore la felicità di averle conosciute e il dolore di averle perdute troppo presto.
e chi no. c'è chi farebbe carte false (come me e chicco) per avere una casetta con un po' di giardino. ilchicco si dedicherebbe allo zen e all'arte del barbecue, pianterebbe zucchine e peperoni e segnerebbe il passare delle stagioni. lapitta, cioè io, metterebbe in terra le sue adorate piante, le sue rose farebbero invidia a quelle più famose dell'aventino e si dedicherebbe all'arte dell'abbronzatura in estate.
poi c'è chi invece compra una casa con centometriquadri di giardino e in quattro e quattrotto lo piastrella tutto così che, mi raccomando, non resti più nemmeno un filo d'erba.
"là dove c'era l'erba ora c'è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà..." foto di rache
ma qualcuno glielo vuole spiegare ai clienti che a natale non finisce mica il mondo e che non scappiamo tutti? no perché dalla valanga di lavori che ci stanno rovesciando addosso sembra proprio che la pensino così...
oggi pomeriggio entro in farmacia con una ricetta sulla quale c'è bene in vista l'intestazione della dottoressa G. ginecologa ostetrica e la porgo alla farmacista.
laPitta: buongiorno, vorrei questi medicinali. farmacista: sì laPitta: mi raccomando, la dottoressa si è raccomandata che la crema alla calendula sia quella in crema e non in gel... farmacista: uhm...sì...vediamo, forse questa...scusi ma lei dove deve metterla? laPitta: eh beh!!! farmacista: ah.
in una società civile chi sciopera non blocca un'intera nazione. in una società civile chi sciopera non blocca le autostrade, se ne resta a casa con il suo tir. in una società civile la benzina non può essere già finita al primo giorno di sciopero. in una società civile ad un libero cittadino non può essere impedito di spostarsi con la sua automobile da una città all'altra. sarebbe come se gli anestesisti (anche loro in sciopero) decidessero di impedire ai malati ricoverati in ospedale anche di recarsi in bagno. oppure, che sò, di ricevere le visite dei propri parenti. in una società civile, appunto. non nella nostra, dove se sei autotrasportatore e decidi di proseguire comunque il tuo viaggio, ti sparano alle gomme. oggi mi sento vicina ai metalmeccanici, ma non all'arroganza degli autotrasportatori.
sono sicura di non riuscire a trovare le parole. non si può morire così. penso allo squilibrio che c'è tra chi sciopera per mantenere i propri privilegi, o per rimanere una casta, o per avere più soldi e chi muore di lavoro. ecco, non c'è equilibrio, non c'è giustizia, non c'è proporzione.
la strada che percorro in macchina per andare in ufficio è in mezzo al verde perché attraversa un quartiere residenziale pieno di prati. questa mattina c'era il sole e gli uccellini volavano felici, ubriachi di gioia e sprezzanti dell'aria ancora troppo fredda. a volte toccano quasi l'asfalto in picchiate mozzafiato, per poi rialzarsi all'improvviso e sparire tra gli alberi, tra le nuvole, nel cielo. a volte invece capita che il furgoncino al tuo fianco ne investa uno e che tu resti per tutta la mattina con un senso di morte.
ma chi ha detto che gli uccellini nel vento non si fanno mai male?