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venerdì, 28 settembre 2007
giovedì, 27 settembre 2007

il chicco non lo dice, perché in fondo è un timido, ma il suo corto "aria" è uno dei 75 selezionati per la festa del cinema di roma. io sono quella di cui si vede solo il lato B.
se vi piace (ma certo che sì!) votatelo, basta solo andare qui e aggiungersi su myspace agli amici di rome film fest.
mercoledì, 26 settembre 2007

l'helvetica compie 50 anni. oggi, a condor, luca sofri intervista matteo bologna, graphic designer di mucca design.
il web ha rivoluzionato il mondo delle font, dice sofri, una volta c'era meno scelta, adesso gratuitamente è possibile scaricarne una quantità impressionante. come si rapportano i grafici con quest'abbondanza di scelta? è meglio adesso o era meglio una volta quando le possibilità erano limitate?
bologna risponde dicendo che a questo mucca design si contrappone proponendo ai propri clienti di realizzare una font disegnata su misura; come dire, personalizzata.
insomma: quando io ho iniziato, nel 1983, nella notte dei tempi, era un periodo di transizione. i grafici venivano da notti insonni trascorse sui costruttivi, passate a ridisegnare logotipi e a studiare le regole per la costruzione geometrica di un font. anzi, di una font, come diciamo noi che abbiamo cominciato nei favolosi anni ottanta :-)
i trasferibili letraset (e in minor quantità i mecanorma e gli r41) prendevano sempra più rapidamente il sopravvento; la varietà di famiglie offerta era talmente ampia da rendere praticamente superflua l'ideazione di una font creata ad hoc. con internet il fenomeno è cresciuto in maniera esponenziale. siamo stati invasi da font di tutti tipi. da bastoni, graziati, corsivi e script di tutte le specie.
e ora la novità: "noi ai nostri clienti proponiamo di ridisegnare un font personalizzato".
io domani vado dal mio capo e gli chiedo di ripristinare la reprocamera, il parallelino e anche la cow, ecco.
martedì, 25 settembre 2007

per amor della precisione, il pacco in oggetto, di cui al post precedente, è arrivato. oggi. quando si dice l'organizzazione :-)
giovedì, 20 settembre 2007

ieri al telefono:
senza numero x: signora lapitta? io: sì sono io, buongiorno. trasportatore: buongiorno, è la rinascente, dovremmo consegnarle un pacco domani. io: va bene, verso che ora pensate di venire? trasportatore: tra le 9 e le 11. io: mi scusi, ma io lavoro, non potrebbe essere più preciso sull'orario? trasportatore: no, mi dispiace, ma le telefono mezz'ora prima di arrivare. io: va bene, a domani allora.
oggi ore 10,10
trasportatore: signora lapitta buongiorno, è la rinascente, tra mezz'ora siamo da lei. io: d'accordo, ci vediamo davanti al portone allora.
spiego in ufficio che devo assentarmi per un po' (fortunatamente abito a 10 minuti di macchina) e vado a casa. quando arrivo il trasportatore non è ancora arrivato, per cui decido di salire.
dopo una decina di minuti suona il citofono:
trasportatore: buongiorno signora, è la rinascente. io: buongiorno, palazzina x. trasportatore: che piano è? io: primo piano.
e aspetto che suoni al portone della palazzina.
passano cinque minuti. passano dieci minuti.
ma quanto ci mettono?
passano quindici minuti.
suona il citofono finalmente, penso, e rispondo.
io: ho aperto? trasportatore: signora...ehm...ci siamo dimenticati il pacco... io: ??? come vi siete dimenticati il pacco? trasportatore: ehm...non l'abbiamo caricato sul furgone... io: e adesso quando me lo portate? trasportatore: ehm...vediamo...alllora...martedì. io: ah! va bene, mi chiami sempre mezz'ora prima, per avvisarmi. trasportatore: sì, d'accordo, ci scusi ancora. io: va bene, arrivederci. trasportatore: arrivederci.
mercoledì, 19 settembre 2007
esiste e veglia su di noi. dopo aver assistito impotente all'invasione delle teutoniche birkenstock,

un tempo ad uso esclusivo di studenti di matematica, fisici, scienziati e filosofi unpo'artistieunpo'poeti, ma ormai (ahimé) da alcuni anni ai piedi dei più, non ha potuto sopportare l'ultimo colpo.
l'estate 2007 ha visto l'invasione di quegli orridi zoccoli di gomma multicolore di importazione soapospedaliera: le crocs.
sono state avvistate ai piedi di politici, bambini, pseudovip, casalinghe di voghera e non, bagnini e forse anche di qualche prete. sono state abbinate a costumi da bagno, jeans, abiti da sera e persino a vestiti premaman.
ma ora, nostra signora di glamour, si può godere la sua rivincita e a chi ne magnificava la comodità e la leggerezza dire finalmente: non solo sono brutte, ma sono anche pericolose!
martedì, 18 settembre 2007

e così un giorno può capitarti di ascoltare alla radio onda verde, con in sottofondo, quasi impercettibile, enola gay.
domenica, 16 settembre 2007

anche la sposa era bellissima, certo, ma questo ce lo aspettavamo. lo sposo era emozionato quanto basta e sorridente.
la sposa è arrivata qualche minuto in anticipo. lo sposo per fortuna aspettava già da una mezz'ora.
il sole splendeva nel cielo azzurrro come solo roma sa regalare in certe giornate di fine estate. la chiesa era silenziosa, gli addobbi di velluto rosso scuro, i fiori bianchi e rosa pallido.
l'organo suonava la marcia nuziale, gli invitati sorridevano. le mamme non hanno pianto, gli invitati sorridevano tutti e guardavano gli sposi.
il riso non ce l'hanno fatto lanciare, il bouquet invece sì. la torta era un fiore bianco con cinque petali, i dolci erano 14.
la sposa era bellissima, lo sposo è mio fratello.
giovedì, 13 settembre 2007

sono senza parole, il fondo è sempre più in basso.
martedì, 11 settembre 2007

(disegno preso da: www.pernondimenticare.it )
“I can’t watch” (Quanto dura la fiammella di una candela?) “Ore 8,46 il volo American Airlines 11 colpisce in pieno la Torre Nord a Manhattan Ore 9,03 il volo United Airlines 175 si schianta contro la Torre Sud Ore 9,59 la Torre Sud (la seconda ad essere colpita) crolla, collassando su se stessa Ore 10,28 crolla la Torre Nord Ore 11,02 Mayor Rudolph Giuliani order the evacuation Lower Manhattan” Il meglio che possiamo fare è sopravvivere. È quel che ci hanno detto. Sopravvivere è il meglio che possiamo fare. Attacchiamo e ci ritiriamo, e causiamo la morte. Ma non si è mai abbastanza preparati all’orrore. Coriandoli di anime 18 gradi Fahrenheit, di impiegati in camice bianche a tuffarsi sull’oblio di fumo. Vuoti d’anime a perdere. La terra si sgretola, e l’unico suono sinistro è l’urlo angusto delle sirene dei soccorsi. Oggi, quando esci dalla metropolitana a Battery Park e alzi lo sguardo tra i grattaceli, dando le spalle a Ellis Island capisci senza bisogno della mappa che là dove si alzano quelle gru, là dove un vuoto innaturale si fa largo tra i palazzi, sì là c’era il World Trade Center. I venditori ambulanti spiegano le T-shirt con la scritta I LOVE NY. I turisti giapponesi scattano foto. Ground Zero La bocca spalancata sull’inferno, la voragine di milioni e milioni di metri cubi di cemento, acciaio, il simbolo della potenza, il vanto, l’illusione, il sogno. Il dolore. Quello che ti prende la bocca dello stomaco e ti vela gli occhi. E lo sguardo al cielo troppo azzurro, troppo azzurro. Dov’è dio? Ruggivano i leoni di pietra, Patience e Fortitude, davanti alla Public Library. “2986 morti, tra cui i “bravest of bravest” 342 pompieri e 70 poliziotti” Il meglio che possiamo fare è sopravvivere, così dicono. C’è un silenzio innaturale nell’antico cimitero di St. Paul’s Chapel. La donna anziana all’ombra dei sicomori tiene gli occhi socchiusi nella luce chiara del primo pomeriggio. Sbriciola del pane secco per i passeri, poco alla volta perchè a terra non si sporchi. Peter Huggenford, 1795, c’è scritto sulla vecchia lapide. Gli anni in cui Battery Park era il porto per l’America, quell’America da sognare. “Tu vuò fa l' americano mmericano! mmericano! ma si nato in Italy!” ritornello che rimbalza. I transatlantici si fermavano a Ellis Island dove la terza classe era costretta a severissimi controlli. E “Broccolino” nel nome del padre. L’America del Rockefeller, 14 piani ogni due mesi. L’Empire. Il Chrysler. Battere i record costruire in altezza per conquistarsi un po’ di cielo da coltivare. “Colpire New York, è come colpire i bambini” hai detto su quella che oggi è Liberty Street. Libertà. Quella promessa da una statua, un simbolo. Libertà. Quella di milioni di anime venute giù tra calcinacci e macerie a ricoprire il piccolo cimitero di St. Paul’s, alle spalle del World Trade Center. (Quanto dura la fiammella di una candela?) La vecchia signora accenna un sorriso e domanda: “How are you?” Poi, senza aspettare risposta racconta brandelli di ricordi. Di un dramma, di terra senza ritorno. Un figlio da piangere, anima in pulviscolo tra migliaia di anime in quel piccolo cimitero, vecchio come le sue lapidi dove non si legge quasi più nulla, dove le ossa sono polvere. E la polvere delle torri lo ha ricoperto dopo il crollo. Terra, alla terra. Non è mai stato costruito uno scalpello che possa distruggere un sogno. E il sogno sopravvivrà alla cenere. Sai, sai perfettamente che nulla sarà mai più come prima. Che il mondo si è fermato, la Borsa è crollata. Poi più niente. “14 Settembre 2001, il sindaco chiese al Reverendo di St. Paul’s di suonare le campane a mezzogiorno. -Come fare? Manhattan è senza luce- Poco dopo il Reverendo con due uomini del servizio d’ordine salì il buio campanile e a mezzogiorno in punto fecero suonare la campana. 12 rintocchi I soccorritori si fermarono, tolsero i loro caschi e stettero in silenzio. In segno di rispetto.” La donna aspetta. A Battery Park c’è il simbolo in bronzo che si è salvato dal crollo delle torri. Lì brucia una fiamma perenne. Ora so quanto può durare una candela. “I can’t watch” “Don’t watch, run. It’s going to come down” (scritto da Cristina Cardone nel suo blog
lunedì, 10 settembre 2007

povera britney, oggi parlano tutti di te. qui qui qui qui e anche qui. anche il tg1, che probabilmente fino ad oggi non ti aveva mai dedicato un servizio, oggi definisce "il ballo dell'orsa" il tuo ritorno sulla scena.
attenta britney, il pubblico è strano, ama le stelle ma ama anche vederle cadere.

mi sento come la santarosa: a pezzettoni*
*il copyright non è mio, ma della mia ex capo, ma non essendo mai stato registrato è del tutto plausibile considerarlo copyleft.
mercoledì, 05 settembre 2007

oggi il cielo è di un azzurro così intenso e luminoso che sembra un colore pantone.
lunedì, 03 settembre 2007

qui domani succede qualcosa.
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