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venerdì, 30 marzo 2007

santo ha bisogno di una casa. per ora la sua casa è quella piccola tenda igloo. più piccola della casetta da giardino per bambini. più fredda della cuccia di un cane. più delicata della boccia di cristallo di un pesce rosso.
"quello che tu puoi fare è una goccia nell’oceano, ma è ciò che dà significato alla tua vita". (albert schweitzer)
giovedì, 29 marzo 2007

ma te l'ha mai detto nessuno che leggi proprio male? perché non la smetti di dire a Linus (che è vero sì che è un cialtrone, ma che non legge poi tanto peggio di te) come deve fare e come non deve fare, che intonazione deve avere e che intonazione non deve avere, se deve essere appassionato o se non deve essere appassionato...insomma basta con questa mezzora d'aria, meglio una sana ora di lettura. alle elementari però.
martedì, 27 marzo 2007

ci sono momenti nei quali tutti i tasselli della vita sembrano incastrarsi alla perfezione. tutto coincide, tutto va per il meglio, ogni cosa va per il verso giusto. mi viene in mente una frase di antonio albanese di qualche tempo fa, quando in un'intervista gli domandarono: "sei felice?" e lui con rassegnata e ineluttabile serenità rispose: "sì, ma passerà " :-)
lunedì, 26 marzo 2007
tesseramento da primafila :
commessa: codice di avviamento postale? ilChicco: 00191 ragazza in fila (20 anni circa, carina, acqua e sapone): ma io non lo so, come faccio? commessa: abiti qui? ragazza in fila: sì... commessa: allora 00125 ragazza in fila: ahhhh, ecco cos'è cap, codice di avviamento postale!!! laPitta: ahh 'ndiamo bene :-)
giovedì, 22 marzo 2007

c'era una volta un bel film struggente e strampalato interpretato da jim carrey e kate winslet.
c'era una storia d'amore finita da cancellare, c'era un'infanzia dimenticata, c'era una vita da ricostruire.
ora c'è un programma medico scientifico, alla testa del quale un team statunitense, che sperimenta sui topi il modo di regalarci una vita senza ansie, paure e brutti ricordi.
ma non erano le difficoltà quelle che aiutavano a crescere?

l'avevo sentita al ruggito del coniglio (credo) e pensavo fosse uno scherzo. poi l'ho risentita ad un altro programma e a questo punto mi sono detta: "ma vuoi vedere che è vera questa notizia?". è vera.
strano, sembravano così organizzati :-)
martedì, 20 marzo 2007

oggi a roma c'era un gran vento, di quelli che ti scompigliano tutti i capelli e ti costringono a rattrappirti mentre cammini. poi c'erano le nuvole. poi c'era il sole. poi c'era il sole dietro le nuvole. poi, all'improvviso, la pioggia. poi la pioggia è diventata grandine. e ha grandinato per tutto il pomeriggio, finché è diventato tutto bianco e finché la grandine non ha iniziato ad ammorbidirsi ed è diventata neve in mezzo alla pioggia. le strade erano bianche, i prati erano bianchi, le macchine erano bianche. e anche le mie piante erano bianche: le mie primule, i miei gerani, il mio gelsomino, i miei ciclamini. persino la mia aloe era bianca: che ne sa lei del gelo, della grandine, della neve, lei che dovrebbe stare nel deserto, al caldo. e ho pensato che se continua così domani me la porto dentro casa, al calduccio.
lunedì, 19 marzo 2007

finalmente. due pensieri però, uno per l'autista ucciso e l'altro per quella persona eccezionale che è gino strada.
domenica, 18 marzo 2007

è che, quando provano i vestiti da sposa, vorrebbero che il loro matrimonio si svolgesse in almeno dieci date differenti. così da poter indossare tutti i vestiti che hanno provato :-)
sabato, 17 marzo 2007

oggi è il mio onomastico, è il giorno di italia-irlanda di rugby, è il patrono d'irlanda.
stasera ci si vede tutti al pub?
venerdì, 16 marzo 2007

pare che nel deserto australe, e non in quello del sahara, una quantità incredibile di dromedari, a causa della siccità , si sia spinta fino alle abitazioni in ricerca di acqua. pare anche che essendo oggi il saint patrick's day si accontenterebbe, tutto sommato, anche di un boccale di birra*
*(fonte caterpillar 2007 - corrispondente dall'australia)
giovedì, 15 marzo 2007

chissà perché ieri avevo deciso di essere dimagrita e così, visto che andavo a casa da mamma, ne ho approfittato per prendere dall'armadio una gonna di velluto nero che era rimasta nell'armadio. stamattina, naturalmente, ho deciso di metterla. bè, per farla breve, entrarci è stata dura, ma per uscirne (cosa che ho deciso un minuto dopo!), ho dovuto chiedere l'intervento di chicco :-) quindi, per punizione, stasera a cena da giulio: giovedì gnocchi, no?
martedì, 13 marzo 2007

ho così tante cose da fare e che vorrei fare che avrei bisogno di almeno un'altra me. una che vada a lavorare e una che vada al mare. una che si occupi dei preparativi e una che legga. una che vada in serigrafia e una che vada al cinema. una che faccia le telefonate e una che vada a vedere le case.
visto che un'altra me forse non basterebbe mi sa che mi compro un'isola su second life e me ne vado al mare.
domenica, 11 marzo 2007

ieri roma era rossa, come la birra che preferisco.

ieri, girando per le strade di roma, sembrava di essere gallesi. ne abbiamo incontrati ovunque, ragazzi, coppie giovani, coppie adulte, anziani, tutti con l'immancabile maglietta rossa della loro nazionale. ieri roma, era la capitale del rugby. e il calcio sembrava così lontano e così stupido. ieri i tifosi del galles erano felici, anche se avevano perso. e il calcio sembrava ancora più lontano e ancora più stupido. ieri, nei pub, roma non sembrava roma. o forse sembrava la roma degli antichi romani?
giovedì, 08 marzo 2007

Ingredienti 4/10 succo di arancia gialla 6/10 spumante brut
Istruzioni per preparare il cocktail: Si prepara direttamente nel flute.
Giallo come gli omonimi fiori, ha profumi intensi e persistenti di arance mediterranee, specie se appena spremute. Il gusto acidulo e delicato di questo drink secco e di lieve tenore alcolico, rivela, se finito con champagne, un grande equilibrio di sapori. Da consigliare in ogni momento della giornata per chi ama agrumi e bollicine.
buon 8 marzo.
mercoledì, 07 marzo 2007

storie già vissute, parole già ascoltate, paure che ritornano, una strana sensazione di deja-vù.
una gran voglia di un finale diverso.
lunedì, 05 marzo 2007

spaghetti alla gricia, crostini con pancetta spalmata e un bicchiere di cesanese. il bello della vita :-)
domenica, 04 marzo 2007

sono un esercito, silenzioso e numeroso. popolano la notte, compaiono alle prime luci dei lampioni. li puoi trovare a piazza venezia come alla stazione termini, in mezzo ai turisti. gli androni dei palazzi, le gradinate della posta, le vetrine delle banche, sono le loro camere da letto. i cartoni, i giornali, le buste di plastica, le loro lenzuola. hanno bisogno di noi, delle nostre mani e dei nostri occhi: non li chiudiamo.
aiutiamo benito.

Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sono matto Sono nato nel '54 e vivo qui da quando ero bambino Credevo di parlare col demonio Così mi hanno chiuso quarant'anni dentro a un manicomio Ti scrivo questa lettera perché non so parlare Perdona la calligrafia da prima elementare E mi stupisco se provo ancora un'emozione Ma la colpa è della mano che non smette di tremare Io sono come un pianoforte con un tasto rotto L'accordo dissonante di un'orchestra di ubriachi E giorno e notte si assomigliano Nella poca luce che trafigge i vetri opachi Me la faccio ancora sotto perché ho paura Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura Puzza di piscio e segatura Questa è malattia mentale e non esiste cura Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase Migliaia di astronavi che non tornano alla base Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole Mi fabbrico la neve col polistirolo La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio... misurate le distanze E guardate tra me e voi... chi è più pericoloso? Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi Non come le cartelle cllniche stipate negli archivi Dei miei ricordi sarai l'ultimo a sfumare Eri come un angelo legato ad un termosifone Nonostante tutto io ti aspetto ancora E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sto sul tetto Cara Margherita son vent'anni che ti aspetto I matti siamo noi quando nessuno ci capisce Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce Ti lascio questa lettera, adesso devo andare Perdona la calligrafia da prima elementare E ti stupisci che io provi ancora un'emozione? Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.
(simone cristicchi)
sì lo so, non si dice più colazione, che poi si diceva perché non si diceva più pranzo. adesso si dice brunch. e se vuoi andare in un posto carino, fuori mano (almeno per noi), dove si mangia bene, in un posto che è un'ex fab(b)rica di qualchecosa, dove espongono persino dei quadri, vendono alcune varietà di tè e una moltitudine di tazze e teiere di design, quindi, se è tutto questo che cerchi, allora quel posto è fabrica, in via girolamo savonarola 8.
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