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venerdì, 29 dicembre 2006
la Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l'anno: voglio un gennaio col sole d'aprile, un luglio fresco, un marzo gentile; voglio un giorno senza sera, voglio un mare senza bufera; voglio un pane sempre fresco, sul cipresso il fiore del pesco; che siano amici il gatto e il cane, che diano latte le fontane. Se voglio troppo, non darmi niente, dammi una faccia allegra solamente.
(Gianni Rodari)
sabato, 23 dicembre 2006
La coltura degli alberi di Natale Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale E alcuni il possiamo trascurare: Il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale, Il rumoroso (essendo il bar aperto fino a mezzanotte), E l'infantile - che non è quello del bimbo Che crede ogni candela una stella, e l'angelo dorato Spieganti l'ale alla cima dell'albero Non solo una decorazione, ma anche un angelo. Il fanciullo stupisce di fronte all'albero di Natale Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia Di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto. Così che il rapimento splendido, e lo stupore Del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l'incanto Dei primi doni ricevuti (ognuno Con un profumo inconfondibile e eccitante). E l'attesa dell'oca o del tacchino, l'evento Atteso e che stupisce al suo apparire. E reverenza e gioia non debbano Essere mai dimenticate nella più tarda esperienza Nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio. Nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento Nella pietà del convertito Che si potrebbe tingere di vanagloria Spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli (E qui ricordo con gratitudine anche Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco) Così che prima della fine, l'"ottantesimo" l'ultimo, qualunque esso sia Le accumulate memorie dell'emozione annuale Possano concentrarsi in una grande gioia Simile sempre a un grande timore, come nell'occasione In cui il timore giunse ad ogni anima Perché l'inizio ci ricorderà la fine E la prima venuta la secondo venuta.
(T. S. Eliot)
giovedì, 21 dicembre 2006
natale
Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza sulle spalle
Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata
Qui non si sente altro che il caldo buono
Sto con le quattro capriole di fumo del focolare
(giuseppe ungaretti)
si dice che la morte dei giusti sia quella che avviene in silenzio, senza apparente sofferenza, il più delle volte nel sonno. so che non è così, perché non posso più credere, dopo tanta sofferenza, che quella di oggi non sia stata la morte di un giusto.
«morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa». (dal blog di Welby)
mercoledì, 20 dicembre 2006
finalmente una decisione sensata! anche perché, dopo tutte le iniziative prese in italia, ma anche nel resto d'europa, per non offendere i bambini musulmani, mi veniva da chiedermi: ma come mai in passato nessuno si è mai preoccupato di non offendere la sensibilità religiosa dei bambini ebraici, di quelli ortodossi o di quelli buddisti? che siano un po' permalosi questi bambini musulmani?
sabato, 16 dicembre 2006
a natale proprio no, non bisognerebbe morire.
né così, né così, né così, né così, né così.
ma vivere così invece, si può?
bisognerebbe fare una tregua, una piccola pausa, e dopo la befana ricominciare con tutto quanto.
almeno a natale.
finalmente ho capito da chi hanno preso il senso dell'umorismo sabina, corrado e caterina guzzanti.
leggo sul blog di luca sofri e non posso fare a meno di riportare anche io:
"Siamo 1000 da pochi minuti l'afflusso degli iscritti continua incessantemente e di questo passo "Rivoluzione Italiana" sarà presto il primo blog italiano, e uno dei primi d'europa e del mondo, grazie a voi."
giovedì, 14 dicembre 2006
"È favorevole ai Pacs come forma di tutela ma non ai matrimoni gay, che liquida come "una pagliacciata". Spiega: "Io sono stato sposato per vent'anni e non ho mai firmato nessun contratto. Non occorre secondo me firmare un contratto per essere fedeli. Non occorre andare in comune, scambiarsi gli anelli. Sì, se ti piace fare una grande festa, falla, ma il matrimonio gay è una sorta di caricatura."
ecco, io la penso come lui. certo, poi continua dicendo "E anche il matrimonio tradizionale, a ben vedere, è una caricatura. Per come la vedo io l'impegno dovrebbe essere per tutta la vita, ma poi non è mai o quasi mai così." e su questo sono d'accordo fino ad un certo punto cioè, non è colpa del matrimonio, ma il più delle volte di chi si sposa.
è quasi natale, iniziamo a creare un po' di atmosfera :-)
S'io fossi il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa,in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento, ma non l'alberello finto, di plastica dipinto che vendono adesso all'upim: un vero abete, un pino di montagna, con un pò di vento vero impigliato tra i rami, che mandi profumo di resina in tutte le camere, e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei a fare magie per tutte le vie.
Tutto questo farei se fossi un mago. Però non lo sono come posso fare?
Non ho che auguri da regalare: di auguri ne ho tanti scegliete quelli che volete, prendeteli tutti quanti.
(Gianni Rodari)
sabato, 09 dicembre 2006
e se almeno per un po', fino a natale, trasformassimo questa guerra dei pacs in un po' di pax?

magari continua anche dopo.
stasera aperitivo all'harry's bar a via veneto, tra i turisti americani e con burt bacharach in sottofondo.

non c'è niente di più bello che essere turisti a roma: perché dovrei privarmene per il semplice fatto di essere romana?
venerdì, 08 dicembre 2006
ci sarà un perché se da anni sono calamitata dalla tv a seguire le avventure in corsia di e.r. medici in prima linea prima e del dr house, grey's anatomy e scrub poi. sindrome da crocerossina o fascino del camice?
mercoledì, 06 dicembre 2006
o canta che ti passa? appunto, ricontiamo e cantiamo, che non credo ci passerà troppo facilmente. :-)
Michele: Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle 10 state tutti a ballare i girotondi e io sto buttato in un angolo, no? Ah, no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
ecco, ne è passato di tempo, tra un girotondo e l'altro quasi trent'anni!
e allora Ecce Bombo torna al cinema.
al Nuovo Sacher di Roma dopo lo spettacolo delle 21, Nanni Moretti leggerà gli appunti del diario scritto durante la lavorazione del film Caro diario.
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