MILANO - L'Italia dei Valori prepara la sua battaglia e il WWF parla di «legge pasticcio da stralciare». Intanto il governo ha deciso: alla Camera porrà la questione di fiducia sul decreto Ronchi, il cosiddetto dl «salva infrazioni» per l'attuazione di obblighi comunitari, già approvato dal Senato, che contiene anche la contestata norma sulla riforma dei servizi pubblici compresa laLeggi ancora...
come si fa con i segreti i nostri cari (e non è un eufemismo) e amati (questa invece è bieca ironia) parlamentari ci stanno preparando il regalino di Natale anticipato.
Zitti zitti, tra un vertice della Fao e una seduta a Montecitorio, si stanno organizzando per chiuderci i rubinetti dell'acqua.
ecco qua il decreto che si appresta a diventare legge (dando così il via alla privatizzazione delle forniture d'acqua potabile), il link con il testo dell'email da inviare a tutti i deputati (suddivisi per gruppi) affinché ciò non avvenga e la lettera che padre Zanotelli, missionario comboniano, ha scritto a riguardo.
Infatti La Repubblica preferisce relegarlo nella sezione spettacoli, mentre Il Corriere della Sera delega il Corriere del Mezzogiorno a fare le sue veci e a parlarne in cronaca.
Ma capisco che dare notizia in homepage di oltre due ore passate a parlare dei disastri ecoambientali provocati dai Coppola a Castelvolturno, dei morti africani ammazzati dalla camorra sempre a Castelvolturno, della strage dei bambini in Cecenia, degli stupri e degli omicidi in Iran, dell'assassinio di Anna Politkovskaja in Russia, di quello di Ken Saro-Wiwa in Nigeria, dei gulag, del carcere, degli esili, della fatwa, di Salamov, di Arenas, di Hikmet, di Garcia Lorca, di Rushdie, sia pretendere troppo: accontentiamoci del fatto che lo share e gli ascolti siano stati superiori a quello di X-Factor, anche se inferiori a quelli di Chi ha incastrato Peter Pan?
In fondo è solo uno scrittore che parla di libri, di libri che hanno ucciso, di libri che uccideranno.
Dall'inferno alla bellezza, quindi: sarà davvero possibile salvarsi? Siamo sicuri di non avviarci inesorabilmente dalla bellezza all'inferno?
Chi vuole può vederlo (o rivederlo) qui. Magari ascoltando questa.
terzo giorno a casa con l'influenza: inutile negarlo, di tutti i periodi possibili per beccarsi la febbre e starsene a casa qualche giorno questo non è tra i più piacevoli.
ma:
la febbre non è mai salita oltre i 37,4° ed ho solo un fastidioso mal di gola.
sarà una freddata, sarà che la mia collega mi ha tossito in faccia per una settimana, sarà la A(H1N1), quella che chiamiamo amichevolmente "la suina"?
Nel frattempo seguo i consigli della mia dottoressa di base: no antipiretici (se non in caso di febbre sopra i 38°), no antinfluenzali, sì sciroppo per la tosse e sì suffamigi con calyptol.
I mezzi d'informazione nel frattempo vanno a nozze con la notizia dell'allarme pandemia e, in una specie di macabro countdown alla rovescia, tengono il conto di ogni vittima (e già che ci sono includono pure quelle per meningite che fanno sempre la loro figura), i medici invece accusano i giornali di procurato allarme, senza considerare che il procurato allarme fa invece il gioco delle case farmaceutiche perché, nel caso in cui non se ne parlasse, a chi verrebbe mai in mente di vaccinarsi?
in mezzo, come al solito, ci siamo noi, con le nostre ansie e le nostre paure.
regalo di compleanno a sorpresa venerdì sera. il chicco mi telefona nel pomeriggio e mi dice: - questa sera alle nove meno un quarto dobbiamo essere all'eur, fatti trovare lavata e stirata.
- stasera? - dico io - ma come, mi avevi detto che il mio regalo non sarebbe arrivato oggi...
- era solo per disorientarti un po' - mi risponde lui.
- ma che cos'è? dove andiamo? che facciamo? (il panico comincia lentamente ad impossessarsi di me)
- non ti preoccupare - mi risponde - andiamo in un posto, mangiamo anche qualcosa lì, ma non è quello il regalo.
mi lascia un po' disorientata: il venerdì sera l'unico desiderio che in genere mi attraversa la mente, dopo essere uscita dall'ufficio alle 18,30, è quello di arrivare a casa, mettermi in pigiama e buttarmi sul divano. poi magari, verso le 21/21,30, riemergere dal torpore e cucinare qualcosa. poi il nulla fino al sabato mattina quando, ricaricata di nuove energie, magari non prima delle undici e trenta, possibilmente, sono pronta ad affrontare il week end.
ma a questo punto il programma è stravolto e subentra una certa curiosità : ma dove mi porterà ?
"lavata e stirata": oddio ho i capelli del venerdì sera, non dovrò mica lavarmeli!
inizio a digitare freneticamente su google, ma niente. poi si accende un'altra lampadina e digito la parolina magica: hammam!
eccolo il marchio sul cartello, lo riconosco, è lui!
però...chiude alle ventuno...allora non è lui...però sono quasi convinta che l'idea sia questa...
nel frattempo s'è fatta l'ora, torno a casa.
rinuncio all'idea di lavarmi i capelli (sono troppo stanca e in fondo sono ancora presentabili), ma quando arriva chicco, che cerca in tutti i modi di farmi dire quale idea mi è venuta, senza cedere gli faccio solo una domanda strategica e provocatoria: ma che mi devo lavare i piedi?
alle 20,30 siamo già all'eur e ha abbiamo già parcheggiato la twingo: siamo davanti a miwa!
alle nove in punto tutto comincia: due ore e mezzo in cui la spa è aperta solo per noi! due ore e mezza di hammam, doccia emozionale, scrub, idromassaggio e massaggio con l'olio di argan. e poi ancora: area relax con sushi, champagne, dolcetti e un coloratissimo mazzo di fiori. due ore e mezzo nella moonlight suite: sembra di essere veramente in un hammam turco e invece siamo ad un passo da casa. ed io che non amo le sorprese: ma come già sa la prossima volta me la godrò ancora di più!
Nella cantina di un palazzone tutti i gattini senza padrone organizzarono una riunione per precisare la situazione.
Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due, si unirono compatti, in fila per sei col resto di due, coi baffi allineati, in fila per sei col resto di due, le code attorcigliate, in fila per sei col resto di due.
Sei per sette quarantadue, più due quarantaquattro!
Loro chiedevano a tutti i bambini, che sono amici di tutti i gattini, un pasto al giorno e all'occasione, poter dormire sulle poltrone!
Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due, si unirono compatti, in fila per sei col resto di due, coi baffi allineati, in fila per sei col resto di due, le code attorcigliate, in fila per sei col resto di due.
Sei per sette quarantadue, più due quarantaquattro!
Naturalmente tutti i bambini tutte le code potevan tirare ogni momento e a loro piacere, con tutti quanti giocherellare.
Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due, si unirono compatti, in fila per sei col resto di due, coi baffi allineati, in fila per sei col resto di due, le code attorcigliate, in fila per sei col resto di due.
Sei per sette quarantadue, più due quarantaquattro!
Quando alla fine della riunione fu definita la situazione andò in giardino tutto il plotone di quei gattini senza padrone.
Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due, si unirono compatti, in fila per sei col resto di due, coi baffi allineati, in fila per sei col resto di due, le code attorcigliate, in fila per sei col resto di due.
Sei per sette quarantadue, più due quarantaquattro!
quella di Chicco. e non è un annuncio a sfondo mistico: l'aveva proprio persa!
stamattina, prima di uscire è iniziata la ricerca: nel portatutto di ceramica sulla cassettiera (dove la metto anche io la notte) NON C'ERA sulla mensola NON C'ERA sul tavolo NON C'ERA in tasca alla giacca della moto NON C'ERA
insomma, volatilizzata.
Chicco esce con le orecchie basse dicendo "allora è in ufficio, ne sono sicuro".
ore 10 circa la telefonata: NON C'È.
all'ora di pranzo torno a casa, oggi è il giorno delle pulizie e allora dico a Tamara: "Mi raccomando, fai attenzione con l'aspirapolvere, guarda bene e soprattutto non buttare l'immondizia".
Io nel frattempo continuo a guardare ovunque:
sotto al divano NON C'È nella libreria in soggiorno NON C'È nella libreria in camera da letto NON C'È
niente, volatilizzata.
Torno in ufficio.
Nel pomeriggio varie telefonate di Chicco più un messaggio: sospetta che gli abbia fatto uno scherzo.
Torno a casa dopo l'ufficio, guardo ancora un po' in giro NIENTE Torna a casa Chicco dopo l'ufficio (bianco come un gessetto e con le orecchie ancora più basse), guarda ancora un po' in giro NIENTE
Dico: "inizio a guardare nella spazzatura, comincio dalla carta" TROVATA!
magistratura di sinistra informazione di sinistra cospirazione di sinistra la mano sinistra del diavolo la sinistra? Vada a morire ammazzata dì qualcosa di sinistra la nuova sinistra sinistra e libertà avrei tanta voglia di prendere a calci qualcuno. con il mio piede sinistro.
amava definirsi un entomologo, studioso però dell'animale uomo e del suo animo: l'uomo con tutte le sue sfaccettature, con tutte le sue contraddizioni; l'uomo con tutte le sue mille ipocrisie e con tutte le sue meraviglie.
cinque anni fa, e un giorno, Enzo moriva in Iraq: ogni anniversario della sua scomparsa e ogni 8 ottobre, giorno del suo compleanno, le sue mailing list si aprono per ricevere messaggi che lo ricordino, ed è bello ritrovare, insieme alle persone con cui si continua ad avere un contatto quotidiano, persone che non si sentivano da un anno ma che hanno sempre vivo il suo ricordo e la voglia di continuare a condividerlo.
forse sono rimaste solo loro a ricordarlo. forse rimarremo solo noi a ricordarlo.
una rapida ricerca su google nelle ultime 24 ore evidenzia purtroppo come l'uomo, il giornalista, il volontario della Croce Rossa, Enzo Baldoni, assassinato in Iraq il 26 agosto del 2004, sia stato completamente dimenticato dalle istituzioni e dalle testate giornalistiche.
neanche una parola, neanche un ricordo. neanche una tomba dove portare un fiore.
anche oggi è un giorno buono per ricordare Enzo. buono abbastanza.
mi piacerebbe che, passando di qua, ognuno lasciasse nei commenti una frase o un brano di una canzone, di una poesia o di qualsiasi altra cosa gli venga in mente, che parli della luna.
«L’avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata: quand’era il plenilunio notti chiare come di giorno, ma d’una luce color burro, pareva che ci schiacciasse». (Italo Calvino)
stamattina il mio debutto in moto. dall'uscita 27 del raccordo alla 20 e ritorno: culo a pizzo, braccia in posizione streching con mani sul serbatoio, piedi puntati come una ballerina di danza classica. erano trentacinque anni, almeno, che il mio collo non assumeva una posizione del genere.